Venne fondata in epoca antica dai Laconi (in greco Ormiae, Ορμίαι). In epoca romana era chiamata Formiae (detta Hormia o Ormiai per l’eccellente approdo). Da qui passava la regina viarum, la Via Appia.

Adagiata proprio al centro del Golfo di Gaeta, Formia (dal greco hormiai – approdo) ha origini che si perdono nel mito e si riallacciano alla leggenda di Troia e al peregrinare di Ulisse sulla via del ritorno. Tutta la mitica tradizione ricorda questa zona come terra dei Lestrigoni, popoli rudi e primitivi, e alla città di questi giganti cannibali vi approdarono le navi di Ulisse e dalla quale solo la sua riuscì a salvarsi.

Di formazione preitalica e aurunca, come dimostra la lunga e poderosa cinta di mura poligonali, in buona parte conservata lungo la costa e nel quartiere di Castellone, dopo la conquista del territorio da parte dei romani tra il V e IV secolo a.C., entra a far parte del Latium adjectum. Nell’ordinamento romano, Formia diventa civitas sine suffragio nel 338 a.C. (o forse 332 a.C.), perché il passaggio attraverso il suo territorio era sempre stato sicuro. Tale passaggio è stato strategicamente importante per i Romani, tanto che per la città viene fatta passare la via Appia nel 312 a.C. Nel 188 a.C., Formia riceve la piena cittadinanza romana.

Formia è stata una località turistica molto apprezzata in epoca romana come testimoniano i numerosi resti di ville, tra le quali celebri erano quelle di Mamurra e Mecenate. Su questo tratto del golfo venne a realizzare una delle sue predilette case di campagna, anche Cicerone. Proprio a Formia Cicerone ebbe la morte dai sicari di Antonio nel dicembre 43 a.C. mentre tentava di fuggire alle proscrizioni.

La torre ottagonale del “Castellone”.

Con la caduta dell’impero romano d’Occidente Formia fu depredata ed i suoi abitanti dopo la calata dei barbari e la guerra greco-gotica, fuggirono sulle vicine colline, spopolando la cittadina e dividendosi poi in due nuclei, divenuti poi sobborghi di Gaeta: quello marittimo di Mola di Gaeta, che prendeva nome dai mulini che vi erano in attività, presso i quali fu eretta alla fine del XIII secolo da Carlo II d’Angiò un fortilizio e, nella zona collinare quello di Castellone. Il nome Castellone deriva dal castello (Castel Leone, Castel Lione ed infine Castellone) costruito da Onorato I Caetani, conte di Fondi, attorno alla seconda metà del XIV secolo.

La Porta degli Spagnoli con il caratteristico orologio maiolicato. L’edificio è meglio conosciuto come ‘Torre dell’Orologio’

Giardini con ricchi agrumeti hanno separato per secoli i due rioni, come mostrano anche carte corografiche dei secoli XVI e XVIII. Il comune venne istituito nel 1862, grazie alla fusione dei borghi Castellone, Maranola e Mola di Gaeta.

La città, durante il secondo conflitto mondiale, ha subito pesantissimi danni nel gennaio del 1944 e nei mesi successivi, in quanto posta ai margini della Linea Gustav (nota soprattutto per i drammatici eventi della distruzione di Montecassino e per le sanguinose battaglie tra le montagne di Mignano Monte Lungo). Gran parte del patrimonio storico ed artistico di Formia è così andato perduto; pur tuttavia quanto rimasto è degno di nota.

Siti Archeologici

Il Cisternone, ovvero una grande cisterna di epoca imperiale romana, da poco risanata ed aperta al pubblico, fa bella mostra di sé nel cuore del borgo. È una monumentale opera idraulica interrata nell’Arce, con murature talmente robuste ed imponenti da sorreggere case e vicoli soprastanti.La seconda più grande d’Italia, è ora visitabile dopo 22 secoli in cui era diventata un ammasso di detriti.Orario estivo 17.30-20.30, invernale 16.30-19.30(€2).Molto suggestiva, è detta anche basilica sotterranea.

Sulle rovine del Teatro romano di età augustea del I secolo a.C. , nel seicento fu edificata una casa oggi abitazioni private. Il luogo, molto suggestivo, è quello dove, secondo la leggenda popolare, fu perpetrato il martirio, durante le feroci persecuzioni cristiane, subite dal vescovo (e poi santo) Erasmo, il 2 giugno del 303 d.C..Vi si allestisce un pittoresco presepe durante il periodo natalizio.

Tomba di Cicerone

Tomba di Cicerone, un mausoleo monumentale di età imperiale detto comunemente ‘Tomba di Cicerone’. La vicinanza al sito in cui la tradizione colloca la sontuosa villa che l’oratore abitò frequentemente, le fonti storiche che riferiscono del suo assassinio proprio nei pressi di questa e la grandezza dell’edificio, senz’altro costruito per accogliere le spoglie di un uomo illustre, fanno ragionevolmente presumere che esso sia proprio il monumento funerario dell’arpinate. Sulla collina vicina, un sepolcro più piccolo è, dalla tradizione, ritenuto la tomba della figlia Tulliola. Però, mentre si sa con certezza che le spoglie di Cicerone non giacciono a Formia, bensì a Roma, è noto che le spoglie della figlia si trovano effettivamente nel mausoleo a lei dedicato. Visitabile su prenotazione telefonando il museo archeologico nazionale di Formia

La zona in cui si trova il Mausoleo di Tulliola prende il nome di Acerbara con riferimento proprio alla ragazza (acerbam in quanto morì molto giovane e ara per indicare il luogo effettivo.)

Muro in opus reticulatum, esedra e struttura ad Emiciclo di probabile residenza aristocratica del I-II secolo d.C. alla fine della pineta di Vindicio

Porticciolo romano di Caposele alla fine del lungomare di Vindicio

Teatro Romano a Castellone

Torricella sepolcro sulla via Appia nei pressi della zona di San Pietro dove vi era anche l’omonima chiesa che in un documento del 1002 già è detta distrutta. Sempre in zona, l’albergo ristorante Miramare, ex villa reale dei Savoia costruita sui ruderi di una romana

Resti dell’anfiteatro romano del I secolo A.C. sotto il piazzale della stazione ferroviaria

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